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La storia dell’uomo è la storia di come l’uomo si è procurato il cibo. “Agricoltura e coltura “ la rima non è casuale.
Ai primordi i gruppi di ominidi si sostentavano dedicandosi alla raccolta di bacche, frutti e radici e menavano una vita nomade. In seguito acquisirono l’abilità di catturare piccoli animali e di cibarsene.
Svilupparono la caccia di gruppo per la cattura di grossi animali. Intuirono poi, che restava più comodo e meno pericoloso , allevare alcune specie di animali più mansuete e ciò ben si conciliava al loro essere nomadi.
Con l’allevamento del bestiame (pastorizia) applicarono la prima tecnologia di conservazione e di trasporto del cibo; uccidevano un capo di bestiame quando era necessario sfamare il gruppo, lo trasportavano conducendo le mandrie durante i loro spostamenti.
L’arte della pastorizia , pur conducendo una vita nomade, portò l’uomo a sostare più tempo sui territori dove i pascoli erano più abbondanti , iniziarono così le prime coltivazioni di specie vegetali.
Le prime specie interessate furono probabilmente i cereali (triticum, farro, orzo , miglio, riso,) , forse perché all’inizio, il loro coltivare si traduceva essenzialmente nel raccogliere i semi di tali vegetali (cariossidi), che ben si prestavano ad essere conservati per periodi significativi, poiché uno dei maggiori problemi alimentari era la conservabilità del cibo.
La maggiore quantità e continuità nel tempo della disponibilità di cibo, diede certamente grande impulso energetico all’evoluzione sia del corpo che della psiche dell’uomo primitivo.
Iniziarono gli insediamenti stanziali e si evolse anche l’organizzazione sociale con grande sviluppo di attività artigianali e acquisizione di nuove abilità e tecnologie.
Le coltivazioni praticate , in particolare quelle di cereali risentivano fortemente della territorialità , così nell’Europa si diffuse maggiormente la coltivazione del frumento, l’orzo e il farro; in Africa il miglio , l’orzo; in alcune zone asiatiche il riso; che divennero la base alimentare di quelle popolazioni.
A parte i cereali, continuavano ad essere consumati frutta e verdura tipica di quei territori, durante il periodo di disponibilità vegetativa degli stessi.
E’ con grande probabilità che lo sviluppo evolutivo del corpo umano è stato particolarmente segnato sia dalle specie vegetali disponibili e caratteristiche di un determinato territorio, che dal loro periodo vegetativo .
La stagionalità e la tipizzazione del consumo di alcuni alimenti, sono tradizioni e abitudini che provengono da molto lontano, hanno influenzato ed influenzano, fortemente il benessere alimentare del nostro corpo.
Una grande evoluzione / rivoluzione alimentare in Europa si ebbe con l’introduzione della patata quale specie coltivabile in tempi molto recenti. La patata ebbe il merito di accrescere la disponibilità energetica alimentare a base di amido (zucchero complesso), che sopperì alla frequente carenza di disponibilità di cereali,carestie, a causa di eventi climatici e attacchi da parte di funghi parassiti dei cereali .
L’umanità , dipende totalmente dalla disponibilità dei vegetali sul pianeta, anzi ,sarebbe più corretto dire che la vita presente sul pianeta Terra ,dipende dal regno vegetale attraverso la funzione clorofilliana.
Si pensi che gli scienziati hanno valutato che le specie vegetali classificate presenti sul pianeta ,siano ben oltre cinquecentomila; appena 150 di esse sono coltivate su larga scala e solo 29 di queste contribuiscono a costituire il 90% della nostra alimentazione vegetale.

Una sana alimentazione rappresenta il primo intervento di prevenzione a tutela della salute e dell’armonia fisica delle persone.
Siamo in tutto e per tutto ciò che mangiamo.
La realizzazione di una alimentazione sana e corretta consiste quindi nel ricorrere alla combinazione di alimenti diversi, dove ciascuno apporto di alimento ci fornisce specifici elementi nutritivi.
La scelta alimentare, nelle sue combinazioni dei macronutrienti (carboidrati complessi, proteine e grassi) e dei micronutrienti (vitamine e minerali) va individualizzata non solo in base alla propria biochimica, ma anche in base all'attività fisica che si svolge, al sesso e all’età.
I cibi da consumare , pertanto, andranno scelti sia tenendo conto della loro composizione di base ,sia per la loro territorietà e la loro stagionalità.
Al fine di facilitare la scelta alimentare corretta nelle sue combinazione dei macro e micronutrienti è stato proposto dai più accreditati nutrizionisti un modello nutrizionale denominato “dieta mediterranea”, ispirato ai modelli alimentari tradizionali dei paesi europei del bacino mediterraneo, in particolare l’Italia.

Gli alimenti alla base della piramide , sono quelli fondamentali per la nostra dieta ed il cui apporto giornaliero non deve mai mancare; man mano che saliamo la piramide, è necessario limitare gradualmente gli alimenti in questione fino al vertice dove abbiamo grassi, condimenti e dolci il cui utilizzo dovrebbe essere davvero ristretto, specialmente nelle quantità.
È importante ricordare che nessun alimento, preso singolarmente, è in grado di soddisfare tutte le esigenze del nostro organismo.

 

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