Agricoltura Integrata

 

A Rio de Janeiro nel 1992,nella  dichiarazione  finale  dell’ECOSUMMIT, furono  enunciati i principi della “Charta della Terra”  secondo  i quali , lo sfruttamento  delle  risorse   naturali ,  per    rispondere    ai  bisogni dei popoli del mondo,  deve avvenire  nel rispetto dell’ambiente e delle biodiversità,  per garantire il presente , senza compromettere il futuro dei popoli e del  pianeta.
E’ il concetto  di “sviluppo sostenibile” che, applicato in agricoltura,  porta alla  definizione  di “agricoltura sostenibile”  . 
Una agricoltura  che non può tornare indietro , rinunciando alle nuove tecnologie,  con la conseguente diminuzione  della produttività  e   l’ulteriore    allontanamento   degli   agricoltori   dai  campi. 
L’agricoltura sostenibile  pertanto, deve   integrare  tutte le  risorse , per  soddisfare  tutte  le  esigenze  alimentari ,presenti e future  dei popoli della Terra , nel  rispetto dell’ambiente .
Questa strategia, dovrà inoltre, consentire di superare la sfida agricola futura , che consiste nell’esigenza  di continuare a nutrire ,possibilmente meglio,  tutti i popoli della Terra ;  una popolazione   continuamente   in   crescita (si prevede che saremo 9 miliardi di persone nel 2050)  , utilizzando la stessa superficie  agricola o una superficie  inferiore , per consentire  anche  lo sviluppo di colture  “non food”  necessarie per esigenze  energetiche   e   ambientali. 
La gestione agricola integrata pertanto, ottimizza l’utilizzazione  delle risorse  e   dei   mezzi   tecnici disponibili   per   produrre   cibi   sani   e   sicuri   sotto   il   profilo  sanitario, conservando  e  proteggendo   le   risorse   ambientali , conseguendo  nel contempo , produttività  e  redditività  richieste  dalla competitività  nazionale  e  internazionale  dei mercati  alimentari, realizzando così  ”l’Agricoltura sostenibile”.
  La Politica Agricola Comunitaria  (PAC)  sviluppata  dal 1992 , tiene conto dei principi   e delle strategie sopra  esposte. 
La UE , attraverso  strumenti legislativi ad hoc ,incoraggia  e sostiene con aiuti finanziari la realizzazione di una “Agricoltura sostenibile”, nel pieno rispetto  dell’ambiente.
Si sono sviluppati  diversi  metodi  di gestione agricola, il  metodo Biologico che esclude qualsiasi intervento di prodotti chimici che non siano di origine naturale; il metodo Biodinamico che oltre ad escludere l’uso di prodotti chimici che non siano naturali applica particolari tecniche di rotazione di specie diverse sia per ridare fertilità ai suoli  sia per combattere parassiti animali e funginei ; il metodo della gestione agricola  integrata , che non esclude l’utilizzo  delle varie tecniche agricole , ricorrendo in modo limitato  e ragionato anche all’uso  di prodotti chimici di sintesi poco o per niente tossici per l'uomo e per gli insetti utili, intervenendo  con quest’ultimi solo al superamento del concetto  di “soglia di danno economico ” .

 

 

L' AGRICOLTURA INTEGRATA pertanto è un metodo di produzione che prevede l'adozione di tecniche compatibili con la conservazione dell'ambiente e la sicurezza alimentare ,prevede l'uso coordinato e razionale di tutti i fattori della produzione allo scopo di ridurre al minimo il ricorso a mezzi tecnici che hanno un impatto sull'ambiente o sulla salute dei consumatori.
Per quanto riguarda il settore delle produzioni  vegetali, le caratteristiche maggiormente degne di nota sono:
    •    Riduzione dell'uso di prodotti chimici di sintesi (fitofarmaci, concimi e diserbanti)
    •    Mantenimento della fertilità del suolo
    •    Avvicendamento colturale
    •    Sovescio delle colture
    •    Prevenzione dei fenomeni erosivi
    •    Uso razionale delle risorse idriche
    •    Mantenimento e promozione della biodiversità
    •    Divieto di impiego di materiale proveniente da Organismi Geneticamente Modificati
 All’interno di tale metodo si è sviluppato un sistema di difesa dei vegetali  denominato   lotta integrata,   che parte dalla consapevolezza, che quando si interviene in un ecosistema si alterano le reti trofiche. Sfrutta i fattori biotici e abiotici di regolazione interna agli ecosistemi a suo vantaggio e usa tutti gli strumenti possibili, non limitandosi quindi ai mezzi chimici (biologici, culturali, biotecnologici..).
 Questo approccio è prevalentemente usato nella lotta contro gli insetti, ma si può estendere nella lotta contro tutti gli organismi dannosi (funghi, roditori..). Il suo obiettivo è quello di mantenere l'organismo dannoso entro una soglia, limite oltre al quale ,l'organismo stesso crea danno economico (non vuole arrivare all'eradicazione, ma al contenimento).
La lotta Integrata  è una pratica di difesa delle colture che prevede ,   mettendo in atto diversi accorgimenti ,una drastica riduzione dell'uso di fitofarmaci, i principali sono:
   •    la lotta agli insetti dannosi tramite la confusione sessuale (uso di diffusori di ferormoni); 
   •    fitofarmaci selettivi (che eliminano solo alcuni insetti); 
   •    fitofarmaci che possono essere facilmente denaturati dall'azione biochimica del terreno e dall'aria; 
   •    la lotta agli insetti dannosi tramite le tecniche di autocidio, come la tecnica dell'insetto sterile (SIT); 
  •    la previsione del verificarsi delle condizioni utili allo sviluppo dei parassiti, in modo da irrorare con fitofarmaci specifici solo in caso di effettivo pericolo di infezione e non ad intervalli fissi a scopo preventivo. 
  •    la lotta agli insetti dannosi tramite l’inserimento di altri che siano loro predatori naturali e che non siano dannosi alle coltivazioni (lotta biologica); 
  •    l’uso di varietà colturali maggiormente resistenti; 
  •    l’uso della rotazione colturale; 
  •    particolare attenzione ed eliminazione di piante infette.
  •    l'uso di fitofarmaci poco o per niente tossici per l'uomo e per gli insetti utili; 
I limiti della lotta integrata sono costituiti dai maggiori costi di produzione e  dalla necessità di una assistenza tecnica qualificata.

 

 

Tutte le produzioni vegetali  , dell’ Organizzazione di Produttori Campania Felix  scarl , sono prodotte  in “Terra di  Lavoro”; territorio conosciuto e apprezzato nell’epoca romana e denominato Campania Felix, per la bontà e l’abbondanza delle messi ivi prodotte.
L’organizzazione di Produttori Campania Felix scarl , offre  produzioni di alta qualità sotto il profilo:
  •    Della sicurezza igienica sanitaria;
  •    Della qualità “Organolettica” ;
  •    Della valorizzazione degli elementi di tipicità con il territorio di produzione , delle sue tradizioni e della sua cultura;
  •    Della logistica  e dei servizi aggiunti alle proprie produzioni , orientati verso la soddisfazione  del consumatore finale;
  •    Del “rispetto ambientale”.
Facendo applicare  i Disciplinari di Agricoltura Integrati per le diverse colture, a tutte le aziende agricole associate , supportando le stesse con un adeguato servizio tecnico sulla corretta applicazione e gestione delle tecniche di Agricoltura Integrata.

 

 

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